Questo è il diario di bordo di un cane, attraverso tutto quello che gli accade intorno. Troverete episodi di vita vissuta, video su come educare il proprio cane, info utili su veterinari, dog sitter e altro.
giovedì 6 giugno 2013
Vita da cani in una grande città
Vivo con i miei padroni a Milano, mica una città qualunque. Mi hanno sempre detto che per loro ho rappresentato una svolta, un cambio di vita significativo. Moltissimi sostengono che avere un cane è un buon banco di prova in preparazione ad un altro importante cambio di vita: avere un bambino. A pensarci bene, perché no? In fin dei conti, siamo entrambi esseri umani che fanno cacca e pipì quando ci pare e piace, entrambi sgomitiamo per prendere posto sul divano o per buttarti fuori dal tuo letto, ma le similitudini purtroppo finiscono qua. Discussioni su discussioni sull'argomento, chi pro, chi contro l'analogia cane-bambino. Dal mio punto di vista vorrei gettare ulteriore benzina sul fuoco e animare questo ardente dibattito con alcune profonde considerazioni. Avere un bambino è decisamente più vincolante, credimi. Non puoi lasciare il tuo bambino da solo nel tuo appartamento tutto il giorno mentre tu sei fuori al lavoro e pensare "lascio MTV accesa a fargli compagnia, andrà più che bene!". Puoi comunque mettere un bambino al guinzaglio come me, questo sembra socialmente più accettabile al momento. Mi rendo conto che essere un cane è un'impresa titanica in qualsiasi parte del globo, ma vivere in una città come Milano, rappresenta davvero una sfida ai limiti dell'impossibile.
E non si tratta della quantità infinita di residui di cibo, cartacce, vetri rotti, pioggia, umido, nebbia, freddo, caldo opprimente, zanzare o della mancanza di vasti spazi verdi che fa di Milano una città praticamente invivibile per un quadrupede, ciò che rende davvero impossibile la mia vita a Milano sono i padroni degli altri cani. In questa città, passeggiare con uno come me al seguito è considerato alla stessa stregua di un vero e proprio evento sociale, con il suo codice comportamentale, le sue cerimonie e salamelecchi vari.
Questi pazzi sclerotici dei nostri padroni si aggregano dove ci sono altri padroni di cani, si lanciano in svariate conversazioni mentre noi, poveri e annoiati, restiamo abbandonati a noi stessi e iniziamo a sniffare in giro, scavare buche o a darcele di santa ragione.
Se il nostro malcapitato padrone si rifiuta di adeguarsi al sistema, viene prontamente additato come un marziano asociale, sicuramente con qualche turba psicologica.
I Milanesi, siano essi tali da più generazioni o appena trapiantati, non sono esattamente celebri nel mondo per attaccare bottone col primo che capita. Ma quando hai un tipino figo come me al guinzaglio... la musica cambia. Le domande non finiscono mai: "chi è questo bel cagnone? Ma è un Labrador? Neeroooo? E quanti anni ha? E cosa mangia per avere il pelo così lucido? Perché lo spingi così? Ma nooo, dove vaiiii?"
Non voglio sembrare esagerato, ma quando mi portano in giro, i miei genitori umani sembrano andare in una missione da marines. "Vedi, la mia cagnetta Wilma è una cockerina nana. E' rossa, bassissima, adora sniffare e ha un odore straordinario, pensa, tipo come una neonata, ma con un odore mooolto più gradevole. Devo costantemente controllare che non ingurgiti qualcosa trovato per strada che possa farla morire seduta stante". Ma se davvero vuoi che la tua piccola Wilma non muoia, perché ti fermi a parlare col primo malcapitato che è uscito in una missione impossibile col suo amato cane? Non c'è niente da fare è una tentazione troppo forte per chiunque.
Sono proprio questi i momenti in cui mi vien voglia di possedere una macchina del tempo canina e di proiettarmi in un'altra dimensione spazio temporale.
Eppure questi squinternati pensano che socializzare tra loro non ha nulla a che vedere con l'attaccare bottone a vanvera, ma serve a far socializzare noi con altri cani!
Questo è davvero troppo per un pluriblasonato-pezzo-di gnocco-canino quale il sottoscritto.
Come se un Labrodor bello e grosso come me fosse davvero interessato a una piccola e rossa cockerina che mi sta due volte sotto le zampe e, ogni volta che la vedo, il mio sguardo dice "noo davvero vuoi costringermi a giocare con questa mostriciattola a forma di salsiccia con le orecchie a penzoloni? Falla ritornare qua quando sarà cresciuta di un paio di spanne!"
Ma purtroppo ricapita e ricapiterà ancora e la macchina del tempo non l'hanno inventata nemmeno per gli umani, figuriamoci per noi, poveri cani al giunzaglio.
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